«Dedicare una giornata ai ricercatori vuol dire avere una prospettiva futura e non c’è cosa più bella di immaginare il futuro per cercare di costruirlo». Per il rettore uscente dell’Università degli Studi di Bari, la notte della ricerca che si terrà a Taranto il prossimo 26 settembre, dalle 8.30 nel Dipartimento Jonico dell’Università, sarà una festa per valorizzare il lavoro dei ricercatori e non solo.
Organizzatori di questa edizione l’Università degli Studi di Bari, in collaborazione con i XX Giochi del Mediterraneo e il Comune di Taranto, con il supporto di Politecnico di Bari, Cnr-Irs, Europe Direct Taranto, Its Mobilità, Its Digital Academy e Its Biotech for Life.
Il titolo di questa terza edizione tarantina è “Sotto il cielo della ricerca – il sapere attraversa il Mediterraneo”. Già dal titolo si comprende la collaborazione che gli enti di ricerca, gli Its e l’Università, quest’anno avvieranno con il Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo che si terranno a Taranto nel 2026.
Trenta gli stand in cui le università e i centri di ricerca presenteranno le loro attività più affascinanti, proprio per attirare l’interesse degli studenti e della cittadinanza e non solo. Si susseguiranno i talk divulgativi, per raccontare gli avanzamenti della ricerca, tutte le possibili implicazioni degli studi e cosa effettivamente si fa nei laboratori.
E se fino ad oggi la figura del ricercatore nell’immaginario collettivo sia quella di un “Nerd” squattrinato, sembra che i tempi stiano cambiando. «Questo è un momento felice – ha spiegato il professor De Mauro, delegato del Rettore per il Dipartimento Jonico di Uniba – anche grazie ai fondi del Pnrr, è un momento di fermento e serenità finanziaria perché ci sono molti finanziamenti e molti progetti. Siamo riusciti a coinvolgere moltissimi ragazzi, molto bravi, come ricercatori a tempo determinato, che stanno svolgendo attività molto belle e interessanti. Uniba ha diverse partecipazioni come quella sull’Intelligenza artificiale, oltre alla salute e molto altro. Il problema si presenterà tra qualche mese alla chiusura dei progetti del Pnrr. Terminati i finanziamenti dovremo cercare di trovare il modo per tenere questi ragazzi, perché abbiamo insegnato loro a pensare, a fare ricerca e quindi sono un vero valore».