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giovedì 11 Dicembre 2025

«Una celebrazione che ancora una volta avvicina le forze armate alla cittadinanza». È Andrea Petroni, l’ammiraglio della seconda divisione navale di Taranto a descrivere la “Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate” come un momento di commemorazione, tra la gente e per la gente, di tutte le donne e gli uomini del corpo armato italiano che quotidianamente difendono la comunità.

Tantissimi i passanti che incuriositi hanno assistito alla cerimonia organizzata in piazza della Vittoria: dall’alzabandiera, alla presenza della Fanfara di Presidio del Comando Interregionale Marittimo Sud, del Picchetto Interforze e di rappresentanze civili e militari, ai ventuno colpi di cannone esplosi dal Castello Aragonese e dalla nave Cavour, fino alla deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti.

«Un momento – ha detto il comandante Petroni – per ricordare gli uomini e le donne che hanno sacrificato, il bene più prezioso, la vita per difendere il proprio paese».
Durante la cerimonia gli allievi della Scuola Sottufficiali di Taranto hanno consegnato la bandiera italiana agli alunni dell’istituto Comprensivo “Renato Moro”, un gesto significativo che mostra fiducia e speranza nei confronti delle nuove generazioni.

A loro, infatti, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha scritto una lettera di pace: un messaggio in cui ha voluto evidenziare come la guerra e le violenze, oggi, passano e possono essere generate dalle loro stesse mani: attraverso il cattivo utilizzo della tecnologia, la diffusione di immagini private o frasi diffamatorie e offensive sui social. Una realtà pericolosa che anche Paola Dessì, prefetto di Taranto, ha definito contorta e a volte indecifrabile.

«La rete – ha detto – è uno strumento molto potente, capace di creare progresso e innovazione, se usato in maniera positiva, cosa che molto spesso non succede tra i giovani, che lo usano come mezzo per compiere atti violenti arrivando anche nella sfera dei reati».

Un fenomeno molto presente nel capoluogo ionico come ha raccontato Antonio Marinucci, comandante provinciale dei Carabinieri, che viene contenuto attraverso azioni preventive. «Riceviamo molte segnalazioni dei cittadini, questo ci aiuta a mantenere la situazione sotto controllo oltre ai monitoraggi e gli interventi dei militari».