La bomba d’acqua che ha colpito il territorio ionico nel giorno di San Valentino ha messo in ginocchio molte zone della città, ma nelle borgate di San Vito, Lama e Talsano ha riacceso un malessere che covava da tempo. Gli allagamenti, le strade dissestate e i disagi alla viabilità sono stati solo la punta dell’iceberg di un problema più profondo: la sensazione diffusa di essere periferie dimenticate.
Molti residenti lamentano che, nonostante la crescita demografica – quasi 60.000 abitanti – i servizi essenziali restano insufficienti. L’assenza di punti di assistenza sanitaria per le piccole urgenze costringe i cittadini a rivolgersi al Santissima Annunziata, mentre l’ambulatorio di Tramontone offre solo analisi e consultorio.
il municipio locale si occupa esclusivamente di documenti e matrimoni, mentre per tributi e altri servizi bisogna recarsi in centro.
A pesare sono anche i problemi quotidiani: trasporti che non coprono tutte le zone, raccolta rifiuti irregolare, decoro urbano carente, strade piene di buche.
In questo contesto è stato costituito il Comitato Civico per l’Autonomia Amministrativa delle Tre Terre, che punta a riaprire il percorso verso una gestione autonoma delle borgate. Il comitato sostiene che l’indipendenza permetterebbe una programmazione più efficiente e una valorizzazione reale delle risorse locali.
Non tutti, però, credono che l’autonomia sia la strada giusta. C’è chi propone una soluzione più pragmatica: municipi veri, strutturati, sul modello di Roma, capaci di gestire servizi e interventi senza dover dipendere dal centro.
La pioggia, ancora una volta, ha mostrato che nelle Tre Terre non mancano solo infrastrutture adeguate, ma anche risposte politiche e amministrative all’altezza delle esigenze di un territorio vasto e popoloso.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta