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mercoledì 24 Giugno 2026
Carrino e gli altri: Piazza Fontana e le occasioni perdute

La discussione su Piazza Fontana non riguarda solo un’opera d’arte. Riguarda il modo in cui Taranto decide di raccontarsi, di riconoscersi e di immaginare il proprio futuro. La difesa dell’intervento di Nicola Carrino è diventata, negli ultimi mesi, il simbolo di una battaglia più ampia: quella contro la banalizzazione culturale della città.

Per anni Taranto ha subito un lento processo di impoverimento artistico, spesso mascherato da interventi improvvisati elevati a monumenti pubblici. In questo contesto, l’opera di Carrino rappresenta un’eccezione luminosa: un progetto riconosciuto dal Ministero della Cultura come una delle opere più significative del Novecento. Un intervento che ha trasformato una piazza anonima in un luogo dotato di identità e valore.

La storia, però, non inizia oggi. Già negli anni ’50 Taranto aveva respinto il monumento di Nino Franchina; più tardi ha trascurato la concattedrale di Gio Ponti; e ancora, ha accantonato il progetto di Giò Pomodoro per Piazza Castello. Una sequenza di occasioni mancate che, se colte, avrebbero potuto trasformare la città in un museo a cielo aperto di arte contemporanea.

In questo scenario, la piazza di Carrino è diventata terreno di scontro. Alcune frange ambientaliste l’hanno interpretata come un omaggio all’industria siderurgica, un’accusa che non trova alcun fondamento: l’acciaio utilizzato dall’artista proveniva da fornitori romani e non aveva alcun legame con l’Ilva. Una narrazione distorta che ha contribuito a creare confusione e ostilità.

Difendere l’opera di Carrino, dunque, non significa solo proteggere una scultura. Significa opporsi a un modello di città che rinuncia alla qualità, che preferisce soluzioni facili a visioni coraggiose, che dimentica il valore della cultura come motore di sviluppo e attrattività.

Taranto avrebbe potuto essere un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea. Può ancora esserlo, se sceglie di difendere ciò che ha valore.

La battaglia per Piazza Fontana è, in fondo, una battaglia per Taranto.

Servizio a cura di Enzo Ferrari