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mercoledì 24 Giugno 2026
Kyma Ambiente: tra debiti, verità e il rischio

Il dibattito sul futuro di Kyma Ambiente si fa sempre più acceso. Dopo anni di richieste rimaste inascoltate, l’incontro in Prefettura ha finalmente portato a quella che i sindacati definiscono “una vera operazione verità”. Il sindaco Piero Bitetti, infatti, ha ammesso pubblicamente che mantenere l’azienda interamente pubblica potrebbe non essere più possibile, alla luce di una situazione economica e gestionale estremamente compromessa.

Il dato più evidente è quello dei 45 milioni di euro di debiti, una cifra che racconta da sola la gravità del momento. Ma secondo Cosimo Sardelli, segretario della Funzione Pubblica CGIL Taranto, il problema non è solo finanziario: Kyma Ambiente vive da anni un declino gestionale evidente, fatto di mezzi obsoleti, condizioni di lavoro difficili e un servizio che non rispecchia i costi sostenuti dai cittadini.

La raccolta differenziata arranca, il decoro urbano è spesso insufficiente e gli operatori lavorano in condizioni che il sindacato definisce “non degne di una città che guarda al futuro”. Sardelli ricorda come per anni le denunce siano state ignorate o minimizzate, mentre la situazione peggiorava progressivamente.

Il rischio di privatizzazione – o addirittura di uno “spezzatino” dell’azienda – è oggi concreto. E le conseguenze potrebbero essere pesanti sia per i lavoratori sia per i cittadini. Per questo la CGIL chiede un tavolo permanente con Comune e azienda, per valutare ogni scenario e garantire trasparenza sulle ricadute occupazionali e sulla qualità del servizio.

Eppure, nonostante il quadro difficile, esistono elementi da cui ripartire. Kyma Ambiente è infatti l’unica azienda pubblica pugliese dotata degli impianti necessari per chiudere l’intero ciclo dei rifiuti: compostaggio, selezione e il termovalorizzatore – oggi fermo e in stato di abbandono, ma potenzialmente strategico.

La sfida ora è enorme: salvare ciò che può essere recuperato, evitare scelte affrettate e costruire un percorso che non scarichi sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini gli errori accumulati in vent’anni di gestione.

Il futuro di Kyma Ambiente è ancora tutto da scrivere. Ma il tempo per decidere si sta esaurendo.