A Lido Azzurro cresce la mobilitazione contro il progetto del rigassificatore. Questa mattina un gruppo numeroso di residenti ha organizzato un presidio davanti al Comune di Taranto per consegnare al sindaco un manifesto ufficiale, frutto dell’assemblea cittadina che si è svolta nei giorni scorsi e che ha visto la partecipazione di centinaia di persone.
Il coordinamento nato nel quartiere ribadisce un concetto semplice: Lido Azzurro non è un’area industriale. È un quartiere abitato stabilmente da circa 2.500 residenti, distribuiti in 650 famiglie, con un patrimonio naturalistico che i cittadini considerano non solo da preservare, ma da valorizzare in chiave turistica. Un modello di sviluppo, spiegano, totalmente incompatibile con l’installazione del più grande rigassificatore d’Italia.
La protesta nasce anche da una serie di criticità riscontrate nella relazione paesaggistica presentata al Ministero dell’Ambiente. Secondo il coordinamento, il documento contiene imprecisioni e rappresentazioni fuorvianti, soprattutto riguardo alla distanza tra l’impianto e le abitazioni: mentre nella relazione si parla di oltre sei chilometri, la distanza reale in linea d’aria sarebbe di circa 200 metri. Una discrepanza che, per i cittadini, cambia completamente la percezione del rischio.
Il tema approderà oggi in Commissione Ambiente, convocata proprio per ascoltare le osservazioni del coordinamento. L’obiettivo è chiaro: chiedere alle istituzioni una presa di posizione netta e trasparente, affinché il quartiere non venga trattato come un’area sacrificabile.
La mobilitazione di Lido Azzurro rappresenta una delle voci più forti emerse negli ultimi mesi sul tema delle grandi infrastrutture energetiche. Una comunità che rivendica il diritto di essere ascoltata e che chiede che il futuro del territorio venga costruito insieme ai cittadini, non sopra di loro.
Servizio a cura di Debora Notarnicola