La procedura per il rigassificatore previsto a Lido Azzurro si ferma. Il Ministero dell’Ambiente ha sospeso l’iter della Valutazione di Impatto Ambientale non per motivazioni tecniche o ambientali, ma per un elemento preliminare: l’area individuata è già in concessione fino al 2068 alla San Cataldo Containers. Un ostacolo che rende il progetto, almeno in quella zona, improcedibile.
A chiarire la situazione è Gian Domenico Vitale, consigliere comunale e presidente della Commissione Ambiente, intervenuto a Buongiorno Taranto. Vitale ricorda che la criticità era stata individuata già prima della presentazione ufficiale della documentazione: la destinazione portuale dell’area non è compatibile con l’insediamento di un terminal GNL.
La sospensione, però, non chiude definitivamente la partita. La società proponente potrebbe teoricamente individuare un’altra zona, motivo per cui – spiega Vitale – la Commissione e la maggioranza continueranno a monitorare ogni passaggio. A complicare il quadro c’è anche un errore materiale nelle date pubblicate sul sito del Ministero, che ha generato confusione tra cittadini e associazioni intenzionate a presentare osservazioni.
Sul piano politico, però, la posizione dell’amministrazione è netta. Dopo il “no” alla nave rigassificatrice, arriva un altro rifiuto deciso: il Comune non intende accettare un terminal onshore. Una linea chiara, che mira a evitare nuove pressioni industriali su un territorio già segnato da decenni di impatti ambientali.
La vicenda di Lido Azzurro resta dunque aperta, ma con un messaggio forte da parte del Comune: Taranto non è più disposta a subire scelte calate dall’alto senza una reale compatibilità con il territorio e con la sua comunità.