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giovedì 25 Giugno 2026
"Io non chiedo permesso": l’arte di Franco Farina a Manduria

Manduria accoglie un’esperienza artistica che non si limita a essere vista: “Io non chiedo permesso”, la personale di Franco Farina, invade la chiesa sconsacrata di Santo Stefano con la forza delle sue “presenze”, opere nate da materiali eterogenei che diventano sculture crude, eleganti, struggenti. Farina, definito maestro della “maleducazione” artistica, costruisce un linguaggio visivo che non chiede il permesso di esistere: si impone, vibra, respira nello spazio spoglio e potente della chiesa, rimasta chiusa per decenni e oggi riaperta grazie alla visione di Ferdinando Arnò.

È stato proprio Arnò, compositore, arrangiatore e produttore discografico, a raccontare come questo luogo sia diventato per lui un laboratorio culturale, un punto di aggregazione, un contenitore perfetto per accogliere l’urgenza espressiva di Farina.

La mostra non è solo un percorso visivo: è un’esperienza sensoriale completa. Arnò ha curato anche l’ambiente sonoro, scegliendo musiche capaci di dialogare con le opere e con chi le osserva.

La sua è una scelta sinestetica, nata da un’intuizione: un cappello visto su un uomo, Balanescu, e poi ritrovato sulla testa di Farina. Un segno, un ponte, un colore sonoro. Per Arnò, infatti, i suoni hanno sapori e colori: il Do è un giallo dorato, una base luminosa da cui partire; per altri può essere nero, verde, bianco.

La sinestesia diventa così la chiave per comprendere il modo in cui musica e arte si intrecciano in questa mostra, creando un ambiente che non si guarda soltanto, ma si attraversa.

“Io non chiedo permesso” è un invito a lasciarsi sorprendere, a entrare in un luogo che torna a vivere attraverso l’arte contemporanea, la musica e la percezione. Un’esperienza che unisce Manduria, la sua storia e la sua voglia di rinascita culturale a un linguaggio artistico che non teme di essere diretto, spigoloso, emozionante. Una mostra da vivere con tutti i sensi, fino al 15 marzo.