La trattativa tra governo, commissari straordinari e il gruppo Flacks per il futuro dell’ex Ilva resta aperta. La conferma è arrivata nel corso dell’incontro tenutosi a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali. Non ci sono invece novità sull’ipotetico interessamento degli indiani di Gindal Steel & Power, citato nei giorni scorsi dal ministro Adolfo Urso.
Flacks ha ribadito la volontà di proseguire il percorso negoziale, nonostante il decreto del Tribunale di Milano che indica il 24 agosto come data di avvio dello spegnimento dell’area a caldo, qualora non venga riscritta una parte dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Una scadenza che pesa come un’ombra sull’intero confronto.
Parallelamente, circola l’indiscrezione secondo cui lo stesso gruppo Flacks sarebbe pronto a formulare un’offerta per rilevare le acciaierie Thyssen in Germania qualora la trattativa italiana dovesse arenarsi. Una mossa che confermerebbe l’interesse del gruppo per il settore siderurgico europeo, ma che apre interrogativi sul reale impegno verso Taranto.
I commissari di Acciaierie d’Italia hanno annunciato che lunedì presenteranno ricorso contro il decreto del Tribunale di Milano, mentre sul fronte sicurezza è stato fissato al 12 marzo un tavolo dedicato, dopo le tragiche morti di Claudio Salamida e Loris Costantino. Un tema che i sindacati hanno posto con forza: “Volevamo la certezza che i lavoratori non rischino più la vita entrando in fabbrica. Senza garanzie, lo stabilimento si può anche chiudere”.
Le richieste sono chiare:
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manutenzioni reali e costanti sugli impianti,
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verifica della catena degli appalti,
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applicazione del contratto metalmeccanico,
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più personale e più risorse per garantire sicurezza e continuità produttiva.
Sul piano industriale, i sindacati contestano quella che definiscono la “testardaggine” del governo nel puntare esclusivamente su Flax. “Serve un piano B – spiegano – con lo Stato protagonista dell’assetto proprietario, aggregando attorno a sé l’imprenditoria italiana”. Una posizione rafforzata anche dalle recenti dichiarazioni del presidente di Federmeccanica, che ha evidenziato l’interesse di una parte del sistema industriale nazionale.
La partita resta aperta, complessa e decisiva. Il futuro dell’ex Ilva non riguarda solo un impianto industriale, ma la sicurezza dei lavoratori, l’economia di un territorio e il ruolo dell’Italia nella siderurgia europea.
Servizio a cura di Enzo Ferrari