Lo stabilimento siderurgico di Taranto continua a mostrare segni evidenti di cedimento strutturale, e l’ultimo episodio registrato all’interno dell’area produttiva è solo l’ennesima conferma di una situazione ormai fuori controllo. Guardando la foto scattata nelle scorse ore, è impossibile non cogliere la gravità del fatto: un muro alto quasi dieci metri, situato nel reparto agglomerato, è crollato lungo una strada interna.
Un’area in cui transitano quotidianamente mezzi e lavoratori, e che si trova nello stesso reparto dove appena una settimana fa ha perso la vita Loris Costantino. È facile immaginare cosa sarebbe potuto accadere se in quel momento qualcuno si fosse trovato a passare di lì.
Il crollo del muro arriva a poche ore di distanza da un altro episodio altrettanto preoccupante: una voragine apertasi nella notte tra sabato e domenica tra i reparti Treno Nastri 2 e Deposito Bramme 2, dove il manto stradale ha ceduto in corrispondenza di una tubazione interrata. Due cedimenti in pochi giorni, entrambi in aree operative, entrambi potenzialmente letali. Una sequenza che mette in luce una condizione di precarietà strutturale che non può più essere ignorata.
Le rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza di FIM, FIOM, UILM e USB hanno immediatamente scritto al direttore di stabilimento chiedendo un piano dettagliato degli interventi di messa in sicurezza dell’area e un’analisi approfondita delle cause che hanno generato il cedimento. Una richiesta che si aggiunge alle tante già avanzate negli ultimi mesi, in un contesto in cui la manutenzione ordinaria e straordinaria sembra essere diventata un elemento residuale, nonostante la sua centralità per la tutela della vita dei lavoratori.
La situazione che emerge è quella di un impianto che mostra cedimenti continui, segnali evidenti di un deterioramento che non può essere affrontato con interventi tampone. Ogni nuovo episodio, ogni muro che crolla, ogni strada che si apre, ricorda quanto la sicurezza all’interno dello stabilimento sia affidata più alla fortuna che a un sistema di prevenzione adeguato. E questo, in un luogo che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane, non è più accettabile.
La città, i lavoratori e le loro famiglie chiedono risposte chiare, interventi immediati e un cambio di passo radicale. Perché la sicurezza non può essere un dettaglio. E non può essere lasciata al caso.
Servizio a cura di Debora Notarnicola