Il caro carburante continua a pesare sulle famiglie tarantine, che ogni giorno devono fare i conti con un prezzo della benzina sempre più alto e ormai considerato insostenibile. Le testimonianze raccolte in città raccontano un disagio diffuso “La benzina costa troppo, andiamo a piedi. Risparmiamo perché non ce la facciamo”.
Molti tarantini stanno cercando alternative per contenere le spese, ma la soluzione più logica — l’utilizzo dei mezzi pubblici — sembra ancora lontana dall’essere praticabile. In tanti denunciano un servizio inefficiente, soprattutto nelle zone periferiche, dove gli autobus passano di rado o non passano affatto. “I mezzi a Taranto non sono all’altezza. La gente continuerà a prendere la macchina e si sobbarcherà l’aumento”, afferma un residente.
Il problema non riguarda solo la frequenza delle corse, ma anche la viabilità. In alcune strade, come via Liguria, il traffico è spesso bloccato dalle doppie file che impediscono agli autobus di circolare regolarmente. “Ci vuole un’organizzazione migliore. I mezzi non riescono neanche a passare”, denuncia un cittadino.
Il risultato è una città che fatica a muoversi: chi non può permettersi l’auto resta isolato, chi è costretto a usarla lo fa con crescente difficoltà economica. “Taranto è bloccata. Non dico morta, ma deve adeguarsi alle altre città”, commenta un altro residente, sperando in un futuro più sostenibile.
Il caro benzina, dunque, non è solo un problema economico: è un tema che intreccia mobilità, qualità della vita e diritti dei cittadini. E che oggi, più che mai, chiede risposte concrete.