Nonostante i 430 milioni di euro messi a disposizione dall’Acquedotto Pugliese per 13 progetti strategici in tutta la regione – di cui 85 destinati alla provincia di Taranto – Lido Azzurro resta escluso. Un’esclusione che pesa, soprattutto perché riguarda servizi essenziali che la comunità attende da decenni.
A denunciarlo è Laura Musillo, rappresentante del coordinamento dei residenti, che descrive una situazione ormai insostenibile: «La rete idrica e quella fognaria non esistono. Ognuno deve provvedere da sé: pozzi artesiani, autospurgo, perfino la pulizia delle strade davanti alla propria abitazione».
Una condizione che appare anacronistica: 650 famiglie costrette a riempire l’acqua dalle fontane pubbliche per avere acqua potabile in casa. «Sembra di essere tornati ai primi del Novecento», afferma Musillo, sottolineando l’assurdità di questa realtà in un comune delle dimensioni di Taranto.
La contraddizione emerge anche nella documentazione ufficiale: nella scheda progettuale si parla di monitoraggio e digitalizzazione della rete idrica, ma a Lido Azzurro quella rete non è mai stata realizzata.
Di recente, una delibera comunale ha previsto la cessione delle strade, considerata un passaggio necessario per avviare l’implementazione dei servizi essenziali. Tuttavia, i residenti denunciano di non aver ricevuto alcuna informazione su interventi concreti o tempistiche.
«Ancora una volta siamo rimasti fuori da tutto», conclude Musillo, dando voce a una comunità che si sente abbandonata, non ascoltata e ancora in attesa di risposte reali.
Servizio a cura di Enzo Ferrari