La Villa Peripato, questa mattina, si è trasformata in un grande spazio di preghiera e festa. Oltre mille fedeli della comunità musulmana tarantina si sono riuniti per celebrare l’Eid Mubarak, la ricorrenza che segna la fine del Ramadan, il mese sacro del digiuno.
La piazza centrale della villa si è riempita di tappeti variopinti e abiti tradizionali provenienti da diverse culture, creando un mosaico di colori e identità. Un momento di profonda spiritualità, vissuto insieme da una comunità ampia e composita: sunniti, sciiti e altre sensibilità religiose, unite dalla stessa fede e dal rispetto delle regole del Paese che li ospita.
Durante la preghiera, l’imam Aziz ha spiegato il significato più autentico del digiuno: non solo un esercizio di rinuncia, ma un percorso di crescita personale. Digiunare, ha detto, significa imparare la pazienza, la generosità, il controllo della rabbia e soprattutto la capacità di comprendere chi vive nella povertà. “Quando senti fame e sete – ha ricordato – capisci davvero chi non ha nulla da mangiare dopo il tramonto”.
La celebrazione è stata anche un momento di vicinanza verso chi, in altre parti del mondo, vive le conseguenze dei conflitti. I fedeli hanno pregato per amici e parenti in Libano, Palestina, Iran e in altri Paesi segnati dalla guerra. Un pensiero che ha attraversato l’intera cerimonia, ribadendo il valore universale della pace.
L’Eid Mubarak alla Villa Peripato ha mostrato ancora una volta la ricchezza culturale e umana della città: una Taranto che accoglie, ascolta e si lascia attraversare da tradizioni diverse, unite da un messaggio comune di speranza.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta