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giovedì 2 Aprile 2026
Acciaieria d’Italia non ha permesso all'arcivescovo di celebrare la messa

Non sarà l’arcivescovo di Taranto, Monsignor Ciro Miniero, a celebrare la tradizionale messa del precetto pasquale per i dipendenti dello stabilimento siderurgico. Una decisione inattesa, considerando che da anni la celebrazione si svolge il mercoledì precedente alla Pasqua con la presenza del presule. L’azienda non ha fornito spiegazioni ufficiali e, al momento, non risultano reazioni formali da parte della Curia.

La scelta arriva in un momento particolarmente delicato per lo stabilimento, segnato dai recenti incidenti mortali che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro. Proprio dopo questi episodi, Monsignor Miniero aveva espresso pubblicamente una posizione netta, affermando che, dopo tanti sacrifici e soprattutto dopo la perdita di vite umane, «non conviene più tenere in piedi la più grande acciaieria». Parole che avevano suscitato un forte dibattito cittadino.

La messa di domani sarà celebrata da don Alessandro Argentiero, parroco della chiesa degli Angeli Custodi del Rione Tamburi, una figura molto vicina alle comunità che vivono quotidianamente l’impatto dello stabilimento. Secondo quanto riportato dalla stampa, la decisione di procedere con una celebrazione interna potrebbe essere legata alla volontà dell’azienda di evitare ulteriori esposizioni pubbliche dopo le critiche ricevute.

Fonti vicine allo stabilimento affermano che si sta lavorando per garantire la continuità produttiva, pur senza voler minimizzare la gravità degli incidenti. Allo stesso tempo, sottolineano che non sarebbe arrivato alcun segnale di sostegno da parte delle istituzioni ecclesiastiche dopo le dichiarazioni dell’arcivescovo.

La vicenda mette in luce ancora una volta la complessità del rapporto tra il mondo del lavoro, le istituzioni religiose e una comunità che da decenni vive sospesa tra esigenze produttive, tutela della salute e responsabilità etiche.

Servizio a cura di Debora Notarnicola