FREQUENZA 96.5 MHZ DAB+

mercoledì 24 Giugno 2026
Rifiuti, Taranto nel caos: “Qual è il progetto?”

La gestione dei rifiuti a Taranto torna al centro del dibattito pubblico. Secondo i sindacati, la situazione di Kyma Ambiente, la società partecipata che si occupa della raccolta e dell’igiene urbana, è ormai critica. A denunciarlo sono UILTrasporti, FP CGIL e FIADEL, che hanno deciso di intervenire nonostante il rinvio dell’incontro programmato con il sindaco Piero Bitetti.

Cosimo Sardelli, segretario generale FP CGIL Taranto, parla di una vera e propria “via crucis dei lavoratori”, sottolineando come la confusione gestionale si rifletta anche sui cittadini: «Se si chiede a un tarantino quale sia il sistema di raccolta, non sa rispondere. La confusione regna sovrana».

I sindacati esprimono forte preoccupazione per la situazione finanziaria e operativa dell’azienda. A sei mesi dall’annuncio di una possibile due diligence, non è ancora chiaro quale sia il progetto dell’amministrazione. «Serve chiarezza — afferma Sardelli —. Si vuole continuare con la società in house? E con quali interventi finanziari e gestionali?».

Il rinvio dell’incontro con il sindaco, secondo i sindacati, contrasta con i tempi imposti dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha concesso al Comune 30 giorni — in scadenza a metà aprile — per fornire un quadro dettagliato della situazione economica, finanziaria e gestionale del ciclo dei rifiuti, compresi i dati sulla raccolta differenziata.

Per questo UILTrasporti, FP CGIL e FIADEL hanno redatto un documento congiunto in sei punti, che affronta temi considerati decisivi:

  • la salvaguardia dell’affidamento in house;

  • le strategie per aumentare la raccolta differenziata;

  • il destino dell’impianto di incenerimento;

  • il futuro dei lavoratori precari in somministrazione;

  • la necessità di un piano industriale;

  • la gestione dei debiti.

Su quest’ultimo punto interviene Carmelo Sasso, segretario generale UILTrasporti Taranto, che esclude la possibilità di ricorrere alla crisi d’impresa: «Con il 70% dei debiti verso l’erario, non si può pensare a un saldo e stralcio. Quei debiti vanno pagati per intero, anche se dilazionati».

Il vertice del 7 aprile a Palazzo di Città sarà quindi decisivo per chiarire il futuro di Kyma Ambiente, dei suoi lavoratori e del servizio di igiene urbana. Una questione che riguarda non solo l’azienda, ma l’intera città.

Servizio a cura di Valentina Castellaneta