La gestione dei rifiuti a Taranto torna al centro del dibattito pubblico. Secondo i sindacati, la situazione di Kyma Ambiente, la società partecipata che si occupa della raccolta e dell’igiene urbana, è ormai critica. A denunciarlo sono UILTrasporti, FP CGIL e FIADEL, che hanno deciso di intervenire nonostante il rinvio dell’incontro programmato con il sindaco Piero Bitetti.
Cosimo Sardelli, segretario generale FP CGIL Taranto, parla di una vera e propria “via crucis dei lavoratori”, sottolineando come la confusione gestionale si rifletta anche sui cittadini: «Se si chiede a un tarantino quale sia il sistema di raccolta, non sa rispondere. La confusione regna sovrana».
I sindacati esprimono forte preoccupazione per la situazione finanziaria e operativa dell’azienda. A sei mesi dall’annuncio di una possibile due diligence, non è ancora chiaro quale sia il progetto dell’amministrazione. «Serve chiarezza — afferma Sardelli —. Si vuole continuare con la società in house? E con quali interventi finanziari e gestionali?».
Il rinvio dell’incontro con il sindaco, secondo i sindacati, contrasta con i tempi imposti dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha concesso al Comune 30 giorni — in scadenza a metà aprile — per fornire un quadro dettagliato della situazione economica, finanziaria e gestionale del ciclo dei rifiuti, compresi i dati sulla raccolta differenziata.
Per questo UILTrasporti, FP CGIL e FIADEL hanno redatto un documento congiunto in sei punti, che affronta temi considerati decisivi:
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la salvaguardia dell’affidamento in house;
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le strategie per aumentare la raccolta differenziata;
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il destino dell’impianto di incenerimento;
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il futuro dei lavoratori precari in somministrazione;
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la necessità di un piano industriale;
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la gestione dei debiti.
Su quest’ultimo punto interviene Carmelo Sasso, segretario generale UILTrasporti Taranto, che esclude la possibilità di ricorrere alla crisi d’impresa: «Con il 70% dei debiti verso l’erario, non si può pensare a un saldo e stralcio. Quei debiti vanno pagati per intero, anche se dilazionati».
Il vertice del 7 aprile a Palazzo di Città sarà quindi decisivo per chiarire il futuro di Kyma Ambiente, dei suoi lavoratori e del servizio di igiene urbana. Una questione che riguarda non solo l’azienda, ma l’intera città.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta