La Pasqua 2026 in Puglia si conferma una festa all’insegna della tradizione e della convivialità familiare. Secondo le stime di Coldiretti Puglia, la spesa complessiva per imbandire le tavole pasquali ha raggiunto i 150 milioni di euro, con una netta prevalenza di pranzi consumati in casa propria o presso parenti e amici. Una scelta compiuta da sette pugliesi su dieci, segno di un ritorno deciso alle abitudini domestiche e ai sapori della cucina regionale.
Le uova si confermano l’alimento simbolo della festività, con un consumo stimato di circa 10 milioni di pezzi nel solo periodo pasquale. Accanto a loro, l’agnello resta il piatto più rappresentativo della tradizione, presente in quasi la metà delle tavolate tra abitazioni, ristoranti e agriturismi. Una scelta che non è soltanto gastronomica, ma anche un sostegno concreto agli allevatori locali, alle prese con costi di produzione sempre più elevati.
La ricchezza della cucina pugliese emerge in tutta la sua varietà: dal cutturiddù delle Murge al benedetto con capocollo di Martina Franca, agrumi, ricotta e asparagi; dall’incrapiata di fave e cicorie con pane abbrustolito alle immancabili fritture di mare, fino ai dolci tipici come taralli glassati, pasta di mandorla, puddhriche e scarcelle. Un mosaico di sapori che racconta l’identità delle diverse aree della regione.
Per la Pasquetta, il miglioramento del meteo dopo i giorni di maltempo ha favorito la voglia di trascorrere la giornata all’aria aperta. Agriturismi, masserie e picnic sono tornati protagonisti, confermando un legame sempre più forte tra convivialità, natura e territorio.
La fotografia scattata da Coldiretti mostra una Puglia che celebra la Pasqua con autenticità, riscoprendo il valore della tavola, della famiglia e delle tradizioni che continuano a unire generazioni diverse.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta