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mercoledì 23 Settembre 2026
Buoni pasto negati a Taranto

La questione dei buoni pasto per i lavoratori delle ASL e delle società in house torna al centro del dibattito regionale. La Corte di Cassazione si è pronunciata chiaramente: il diritto alla mensa va garantito. Eppure, a Taranto, questo diritto non viene riconosciuto, creando una disparità che i sindacati definiscono “inaccettabile”.

In diverse realtà della Puglia – Bari, BAT, Lecce, Brindisi – i buoni pasto sono già assicurati. A Taranto no. Secondo i sindacati, la motivazione addotta dall’ASL sarebbe una delibera interna, ma la Cassazione ha chiarito che il diritto è uguale per tutti.

La situazione, però, non riguarda solo i buoni pasto. Da anni si parla della condizione dei dipendenti delle Sanitas Service, la società in house dell’ASL Taranto, che risulterebbero discriminati rispetto ai colleghi delle altre province.

Un esempio emblematico:

  • a Lecce, il personale del CUP è inquadrato in categoria C;

  • a Taranto, lo stesso personale è inquadrato in categoria B.

Una differenza che incide su stipendio, diritti, prospettive professionali.

Le organizzazioni sindacali parlano di un “film già visto”: ogni volta che si tenta di uniformare i comportamenti a livello regionale, Taranto finisce per essere l’unica provincia penalizzata.

La richiesta è chiara:

  • bloccare la discriminazione,

  • garantire gli stessi diritti a tutto il personale sanitario della Regione Puglia,

  • applicare in modo uniforme le linee guida regionali.

I sindacati chiedono inoltre ai rappresentanti politici regionali di difendere con più forza il territorio, perché finora – sostengono – non lo hanno fatto.

Il tema dei buoni pasto è solo la punta dell’iceberg. Dietro c’è una questione più ampia: la percezione che Taranto venga sistematicamente trattata come “territorio di serie B”, sia nei servizi sanitari offerti agli utenti, sia nelle condizioni dei lavoratori.

La sentenza della Cassazione apre ora una strada chiara: la Regione Puglia dovrà garantire uniformità, senza eccezioni.

Taranto attende risposte. E, soprattutto, attende giustizia.

Servizio a cura di Debora Notarnicola

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