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giovedì 24 Settembre 2026
Eolico Offshore: l'autorità portuale chiede certezze

La riduzione dei fondi destinati all’eolico offshore ha colpito duramente il porto di Taranto: nel 2026 le risorse scendono a poco meno di 14 milioni di euro, contro i 38 inizialmente previsti. Una decisione che ha generato preoccupazione, ma che l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio invita a leggere con maggiore equilibrio.

Il presidente Giovanni Gugliotti evidenzia che le indicazioni del Ministero dell’Ambiente tracciano un quadro meno allarmante:

  • il taglio non intacca la strategicità dell’opera;

  • è legato a rettifiche di bilancio;

  • i fondi saranno reintegrati nel 2027.

Una posizione che apre alla collaborazione con il Governo, ma che non cancella la necessità di un confronto diretto.

Per questo l’Autorità Portuale chiede al ministro Pichetto Fratin di essere presente a Taranto l’8 e 9 ottobre, durante il convegno Offshore Wind Revolution. Un’occasione per chiarire definitivamente la strategia nazionale sull’eolico offshore e il ruolo del porto di Taranto.

L’eolico offshore rappresenta una delle leve più importanti della transizione energetica italiana. Taranto, insieme ad Augusta, è stata individuata come hub nazionale per la logistica e l’assemblaggio delle turbine. Ogni incertezza sui fondi rischia di rallentare un percorso che potrebbe portare investimenti, lavoro e innovazione.

Il convegno di ottobre sarà quindi un passaggio chiave: Taranto vuole risposte, vuole stabilità, vuole una strategia chiara. E soprattutto, vuole evitare che il futuro venga riscritto ancora una volta all’ultimo minuto.

Servizio a cura di Valentina Castellaneta

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