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venerdì 25 Settembre 2026
Ex Ilva verso lo spegnimento

La situazione dello stabilimento siderurgico Ex Ilva di Taranto torna a farsi critica. Secondo indiscrezioni, si va verso un blocco graduale delle attività centrali dell’area a caldo, con conseguente aumento dei numeri di cassa integrazione tra i dipendenti diretti.

Le informazioni trapelate parlano di una fermata nei primi dieci giorni di ottobre dei reparti dell’agglomerato, dove si utilizza il materiale in giacenza ormai in esaurimento. Da qui, un effetto domino che potrebbe rallentare progressivamente l’attività dell’altoforno e dell’acciaieria.

Gli impianti sarebbero in preriscaldo, mentre i lavoratori restano in stand-by. Ad oggi, gli ammortizzatori sociali coinvolgono circa 3.500 dipendenti di Acciaierie d’Italia.

Sul fronte legale, si attende la pronuncia della Corte di Cassazione sulla competenza del ricorso presentato dai genitori tarantini contro la riapertura dell’area a caldo. La decisione stabilirà se la questione dovrà essere affrontata dai giudici amministrativi, come sostenuto dall’azienda.

Nel frattempo, per quanto riguarda il mondo dell’appalto, la Semat Engineering ha provveduto a effettuare i bonifici ai lavoratori nella serata di giovedì, dopo le proteste e il presidio sindacale davanti alla portineria imprese. L’azienda aveva precedentemente annunciato l’impossibilità di corrispondere le mensilità di agosto, scatenando la mobilitazione dei sindacati.

La situazione resta precaria, sia per i lavoratori diretti che per quelli dell’appalto, la cui sorte è sospesa in attesa di nuovi sviluppi.

Si attende ora che vengano attuati i passaggi formali per la cassa integrazione al 70% per i dipendenti dell’appalto, misura confermata dal ministro Marina Calderone al Ministero del Lavoro e a Palazzo Chigi.

Taranto vive ancora una volta un momento di forte tensione. La prospettiva di nuovi stop produttivi e di ulteriori ricorsi agli ammortizzatori sociali riapre ferite mai chiuse, mentre la città attende risposte concrete su lavoro, salute e futuro industriale.

Servizio a cura di Debora Notarnicola

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