Nel quartiere Paolo VI, lungo Viale del Turismo, la trasformazione urbana legata alla nuova rete BRT sta generando curiosità, perplessità e un pizzico di ironia. I residenti parlano ormai di un vero e proprio “gioco”: scommettere su come si snoderanno le linee dei nuovi autobus.
Nel tratto tra una rotatoria e l’altra, in via del Torino, sono comparsi 48 semafori in appena 300 metri. Un numero impressionante, pensato per regolare il passaggio dei torpedoni BRT e garantire sicurezza agli attraversamenti pedonali.
Ma il dubbio è forte: oggi il traffico scorre senza rallentamenti, domani potrebbe trasformarsi in una lenta processione automobilistica.
Salendo verso l’ospedale Moscati, in via Pietronenni, un’altra sorpresa: tre pensiline affiancate. Una scelta che appare insolita e che si aggiunge alle altre “singolarità” già note:
-
la pensilina accanto a un balcone in Viale Trentino,
-
quella Liberty in Città Vecchia,
-
quella posizionata in punti difficili da raggiungere.
Probabilmente si tratta del futuro capolinea della linea rossa, ma la disposizione lascia perplessi.
I lavori devono essere completati entro fine anno, ma l’entrata in esercizio del servizio potrebbe slittare di qualche mese. Le prime BRT potrebbero circolare nella primavera 2027.
La riduzione delle carreggiate e la cancellazione di centinaia di parcheggi alimentano le preoccupazioni: cosa accadrà al traffico automobilistico? Il trasporto pubblico va incentivato, ma deve restare una scelta, non una penalizzazione per chi, per lavoro o necessità, deve muoversi in auto.
Taranto guarda ai cantieri con un misto di speranza e scetticismo. La BRT promette di rivoluzionare la mobilità, ma la città vuole capire se questa rivoluzione sarà davvero funzionale, razionale e sostenibile.
Servizio a cura di Enzo Ferrari