Il Comune di Taranto introduce una misura destinata a segnare un cambio di passo nel contrasto alla dispersione scolastica: la sospensione dell’Assegno di Inclusione per i nuclei familiari che non garantiscono la frequenza scolastica dei figli.
I Servizi Sociali hanno inviato una nota che dispone un monitoraggio stringente sull’assolvimento dell’obbligo scolastico. Ogni 90 giorni, i genitori dovranno dimostrare la regolare frequenza dei figli. In caso di assenze ingiustificate, dopo verifiche e supporto educativo, scatterà la sospensione del beneficio economico.
L’assessora ai Servizi Sociali Sabrina Lincesso spiega: Il provvedimento nasce prima del report Istat–Comune sul disagio socioeconomico, ma ne diventa una risposta diretta. Il quadro è chiaro:
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Tamburi registra il livello massimo di criticità;
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seguono Città Vecchia e Paolo VI, aree dove bassi redditi e bassi livelli di istruzione alimentano marginalità e devianza minorile.
Lincesso sottolinea un principio chiave:
La misura vuole tutelare i minori, responsabilizzare le famiglie e costruire un futuro in cui istruzione e inclusione siano strumenti di emancipazione, non optional.
La dispersione scolastica è uno dei fattori che più incidono sulla devianza minorile e sulla povertà educativa. La stretta del Comune punta a interrompere questo circolo vizioso, mettendo al centro il diritto allo studio come fondamento della crescita sociale e lavorativa.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta