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lunedì 5 Ottobre 2026
Ilva, niente sospensiva

La decisione è arrivata questa mattina e conferma ciò che molti si aspettavano: la Corte d’Appello di Milano ha rigettato i ricorsi presentati da Ilva in Amministrazione Straordinaria e Acciaierie d’Italia, che chiedevano la sospensione del decreto di spegnimento dell’area a caldo in attesa dell’udienza del 20 ottobre in Corte di Cassazione.

La Corte ha ribadito un principio fondamentale:

Da giorni gli impianti dell’area a caldo sono in fase di scaldo:

  • tenuti al minimo,

  • senza produzione,

  • con materie prime ormai esaurite,

  • e nessuna nuova fornitura ordinata per mancanza di risorse economiche.

La fermata è già in corso, indipendentemente dal giudizio della Cassazione.

Il 20 ottobre la Cassazione, riunita a sezioni unite, deciderà sul ricorso dell’azienda. Ma anche in caso di esito favorevole, riavviare gli impianti richiederebbe tempo, procedure, sicurezza, personale. Un ritardo che peserebbe ulteriormente sui lavoratori.

Oggi i lavoratori in Cassa Integrazione sono:

  • 4.500 in tutto il gruppo,

  • 3.800 solo a Taranto.

Numeri destinati a crescere se la fermata dovesse prolungarsi.

La sentenza della Corte d’Appello non chiude la vicenda, ma la indirizza con forza verso un punto chiave: la salute e l’ambiente non possono essere sacrificati. Il futuro dello stabilimento, dei lavoratori e della città resta appeso alla decisione della Cassazione, ma il quadro è ormai chiaro: la strada è in salita.

Servizio a cura di Enzo Ferrari

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