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domenica 15 Febbraio 2026
Il servizio di Valentina Castellaneta

Precetto Pasquale ex Ilva Taranto – È tradizione oramai consolidata che sia celebrato il precetto pasquale all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto. È tradizione che sia un momento per tracciare di bilanci e intravedere prospettive.

«In una anno la città non ha trovato il tempo o la volontà di avviare un dialogo con l’azienda, basato sulla condivisione e sull’onestà intellettuale». Ha detto nel suo discorso il commissario straordinario di Acciaierie d’Italia Giancarlo Quaranta. Ad ascoltarlo ieri mattina in Ilva, una platea di operai, ma anche associazioni di categoria, sindacati, rappresentanti delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine.

Quaranta, a nome dei tre commissari straordinari di Adi in As, ha snocciolato i traguardi portati a termine in questo anno e le difficoltà nel dare certezze ai lavoratori.

«Se ai dipendenti di questa fabbrica – ha aggiunto Quaranta- si dovesse concedere di produrre ancora acciaio, gli stessi contribuiranno concretamente alla realizzazione di un nuovo ponte, quello sullo Stretto».

A celebrare la funzione l’arcivescovo monsignor Ciro Miniero che, durante l’omelia, ha parlato della precarietà del lavoro in questo momento storico, sottolineando come «Nessuna delle vertenze degli ultimi anni possa dirsi risolta, restano tutte vivide – ha detto monsignor Miniero – le emergenze che preoccupano gli operai e la città tutta. A tutto questo si aggiungono la preoccupazione e le incertezze del contesto internazionale».

Nel corso della celebrazione non è mancato un messaggio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha voluto far giungere la propria vicinanza ai lavoratori e ai Commissari in questa importante fase di trattative con il consorzio guidato da Baku Steel Company.

«Ci siamo impegnati – ha dichiarato il ministro – per cercare la soluzione più affidabile focalizzandoci sulla solidità finanziaria, sulla sostenibilità industriale e sui benefici occupazionali per la vostra comunità».