I Palasport non sono una semplice tribute band: sono i custodi ufficiali della memoria musicale dei Pooh. La loro storia inizia nel 1996, quando erano solo ragazzi appassionati che studiavano musica e sognavano di riprodurre fedelmente le atmosfere della band italiana più amata. Come si legge nel documento, “hanno da subito dedicato il loro tempo e studio a ricreare con assoluta fedeltà la musica, le sonorità e l’atmosfera dei Pooh”.
Il punto di svolta arriva il 10 febbraio 2006, quando vengono riconosciuti dagli stessi Pooh come unica tribute band ufficiale. Da quel momento la loro carriera cambia dimensione: partecipazioni televisive, prime serate su Rai Uno, ospitate in programmi nazionali e un pubblico sempre più vasto che li identifica come gli eredi più autentici del sound dei Pooh.
Il rapporto con la band originale diventa negli anni sempre più profondo. I Palasport non solo condividono il palco con Facchinetti, Battaglia, Canzian, Fogli e D’Orazio, ma arrivano a custodire strumenti storici, scenografie e materiali originali. Nel documento si legge infatti che “i Palasport acquistano quasi tutte le batterie, percussioni, timpani sinfonici, campane tubolari, gong e altri materiali utilizzati negli anni” da Stefano D’Orazio, un gesto che testimonia la fiducia e il rispetto reciproco.
Il loro spettacolo teatrale “La grande storia dei Pooh” diventa un riferimento nazionale: costumi, luci, scenografie, strumenti originali e un lavoro maniacale sugli arrangiamenti trasformano ogni concerto in un’esperienza immersiva. Non mancano i riconoscimenti: premi, collaborazioni, apparizioni televisive e un tour che negli anni li porta in tutta Italia.
Oggi i Palasport continuano a portare avanti la loro missione: far rivivere la magia dei Pooh con uno spettacolo fedele, emozionante e tecnicamente impeccabile. Il loro arrivo a Taranto rappresenta un’occasione unica per il pubblico locale di immergersi in un viaggio musicale che attraversa decenni di storia italiana.
Un tributo che non imita: onora. E che continua a far vibrare generazioni di fan.