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mercoledì 11 Febbraio 2026
A Taranto si sceglie tra cibo e cure

A Taranto la povertà non è più un concetto astratto: è una realtà quotidiana che costringe migliaia di famiglie a scelte impossibili. È quanto emerge dall’analisi congiunta del Banco Alimentare e del Banco Farmaceutico, che descrivono una città in cui la crisi economica, occupazionale e sanitaria si intrecciano fino a diventare un’unica emergenza.

Secondo i dati, circa 10.000 famiglie non riescono più a sostenere la spesa alimentare. Una situazione aggravata dalla crisi dell’ex ILVA, che ha portato molti lavoratori in cassa integrazione. Persone che, pur non risultando “povere” secondo i parametri ISEE, vivono oggi difficoltà concrete nel garantire cibo, istruzione e cure ai propri figli.

Alla povertà alimentare si aggiunge quella educativa e sanitaria. Come spiegano i responsabili, sempre più famiglie devono decidere se riempire il frigorifero, pagare i libri scolastici o acquistare un farmaco. Una spirale che colpisce soprattutto chi si trova appena sopra le soglie di reddito previste per accedere agli aiuti, rimanendo così escluso dai sostegni pur vivendo condizioni di forte disagio.

Sul fronte sanitario, la situazione non è meno critica. Nonostante l’aumento delle farmacie aderenti alla Raccolta del Farmaco – passate da 66 a 74 solo a Taranto – e le circa 9.000 confezioni donate, il fabbisogno resta molto più alto. Il Banco Farmaceutico riesce a coprire poco più del 60% delle richieste provenienti dagli enti assistiti, lasciando scoperte centinaia di situazioni di necessità.

Il delegato provinciale lancia un appello semplice ma fondamentale: recarsi in farmacia e acquistare un farmaco da donare. Un gesto piccolo, ma capace di trasformarsi in un aiuto concreto per chi non può permettersi nemmeno una terapia di base.

La fotografia che emerge è quella di una città che resiste, ma che ha bisogno di una rete solidale più forte e di politiche capaci di intercettare un disagio che cresce in silenzio. Perché nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra il diritto al cibo e il diritto alla salute.

Servizio a cura di Federica Pompamea