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mercoledì 11 Febbraio 2026
Liste d'attesa: il punto con l'assessore Pentassuglia

La sanità pugliese torna al centro del dibattito pubblico.  L’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia ha fatto il punto sul lavoro avviato per ridurre le liste d’attesa, uno dei temi più sentiti dai cittadini.

Dai primi dati emerge un elemento sorprendente: circa la metà degli utenti rinuncia alla prestazione prenotata. Le motivazioni sono diverse: c’è chi riesce a ottenere l’esame altrove in tempi più brevi, ma anche chi – ed è il dato più preoccupante – rinuncia del tutto, rinviando controlli e cure importanti.

L’assessore ha spiegato che la Regione sta “spacchettando” i dati per territorio, tipologia di prestazione e tempi di attesa, così da costruire un quadro preciso e intervenire in modo mirato. Nel frattempo, è già stato avviato un lavoro straordinario di recupero: tutte le urgenze del 2025 sono state smaltite nelle prime due settimane dell’anno, e sono state anticipate 1.088 prestazioni dopo aver contattato 1.326 cittadini.

Ma l’attenzione è alta anche su un altro fronte. Un’inchiesta interna dell’ASL di Taranto – riportata dal Corriere del Mezzogiorno – ha evidenziato possibili irregolarità nelle prenotazioni: modifiche notturne, cambi di orario all’ultimo minuto, accessi sospetti al sistema informatico. Una cinquantina gli operatori coinvolti, secondo le prime verifiche.

Pentassuglia è stato netto: “Non abbiamo da fare sconti a nessuno. Se ci sono comportamenti contrari alle regole, chi li ha messi in atto deve risponderne. La sanità deve garantire pari trattamento a tutti”.

L’assessore ha ricordato anche l’importanza di un corretto utilizzo delle priorità: un’urgenza breve non può essere trattata come una prestazione programmabile, e serve un percorso culturale che aiuti i cittadini a comprendere la differenza.

La Regione, ha assicurato, metterà a disposizione della magistratura e delle commissioni interne tutti i dati necessari. “Prima di parlare – ha concluso – devo avere ogni elemento per fare al meglio il mio lavoro”.

Un tema complesso, che tocca la vita quotidiana di migliaia di persone, e che richiede trasparenza, organizzazione e responsabilità. La strada è tracciata, ma il lavoro è ancora lungo.