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domenica 15 Febbraio 2026
Sicurezza autisti Kyma Mobilità

Gli autisti di Kyma Mobilità tornano nel mirino. Nel giro di 24 ore si sono verificati due nuovi episodi di violenza: uno a Statte, l’altro in Città Vecchia, in Piazza Fontana. Bottiglie, pietre, insulti, fino ad arrivare a schiaffi e aggressioni fisiche. Una situazione che riporta con forza al centro il tema della sicurezza di chi ogni giorno garantisce il servizio di trasporto pubblico.

A denunciare l’escalation è l’UGL, che chiede l’apertura immediata di un tavolo in Prefettura e propone l’introduzione di un DASPO per chi commette violenze sugli autobus. Una misura simile a quella applicata negli stadi: chi aggredisce, per un periodo stabilito, non può più salire sui mezzi pubblici.

«È un percorso iniziato anni fa – spiega il segretario generale UGL Taranto, Alessandro Calabrese – quando chiedemmo l’installazione delle cabine blindate per proteggere gli autisti. Ma oggi non basta più. Gli episodi sono quotidiani e coinvolgono anche i verificatori, che non hanno alcuna protezione».

Secondo il sindacato, la violenza non riguarda solo i casi più eclatanti finiti in cronaca. Molti episodi restano sotto traccia: minacce, provocazioni, comportamenti aggressivi che non vengono denunciati per evitare di alimentare tensioni o spaventare l’utenza. «Dipende dall’umore delle persone – racconta Calabrese – basta una richiesta di rispettare le regole, come far scendere un passeggero con un cane senza guinzaglio, per scatenare reazioni imprevedibili».

Il fenomeno, sottolinea l’UGL, non è circoscritto a zone specifiche: riguarda l’intero territorio e colpisce indistintamente autisti, controllori e personale della sosta. «La sicurezza sul lavoro deve essere garantita a tutti – ribadisce Calabrese – altrimenti parliamo di tutela solo sulla carta. Servono misure concrete, non slogan».

La richiesta del DASPO, dunque, si inserisce in un quadro più ampio: quello di un trasporto pubblico che ha bisogno di proteggere chi lo fa funzionare. Perché salire su un autobus non dovrebbe mai significare esporsi a un rischio.