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mercoledì 24 Giugno 2026
Tre Terre: 60.000 abitanti che vivono in periferie dimenticate

La bomba d’acqua che ha colpito il territorio ionico nel giorno di San Valentino ha messo in ginocchio molte zone della città, ma nelle borgate di San Vito, Lama e Talsano ha riacceso un malessere che covava da tempo. Gli allagamenti, le strade dissestate e i disagi alla viabilità sono stati solo la punta dell’iceberg di un problema più profondo: la sensazione diffusa di essere periferie dimenticate.

Molti residenti lamentano che, nonostante la crescita demografica – quasi 60.000 abitanti – i servizi essenziali restano insufficienti. L’assenza di punti di assistenza sanitaria per le piccole urgenze costringe i cittadini a rivolgersi al Santissima Annunziata, mentre l’ambulatorio di Tramontone offre solo analisi e consultorio.

il municipio locale si occupa esclusivamente di documenti e matrimoni, mentre per tributi e altri servizi bisogna recarsi in centro.

A pesare sono anche i problemi quotidiani: trasporti che non coprono tutte le zone, raccolta rifiuti irregolare, decoro urbano carente, strade piene di buche. 

In questo contesto è stato costituito il Comitato Civico per l’Autonomia Amministrativa delle Tre Terre, che punta a riaprire il percorso verso una gestione autonoma delle borgate. Il comitato sostiene che l’indipendenza permetterebbe una programmazione più efficiente e una valorizzazione reale delle risorse locali.

 Non tutti, però, credono che l’autonomia sia la strada giusta. C’è chi propone una soluzione più pragmatica: municipi veri, strutturati, sul modello di Roma, capaci di gestire servizi e interventi senza dover dipendere dal centro.

La pioggia, ancora una volta, ha mostrato che nelle Tre Terre non mancano solo infrastrutture adeguate, ma anche risposte politiche e amministrative all’altezza delle esigenze di un territorio vasto e popoloso.

Servizio a cura di Valentina Castellaneta