L’11 aprile Taranto celebra la Giornata del Mare, una ricorrenza che negli ultimi anni ha assunto un valore sempre più centrale per la città e per le nuove generazioni. Anche quest’anno gli istituti scolastici del territorio saranno coinvolti in un ricco programma di attività pensate per avvicinare bambini e ragazzi alla conoscenza del mare, delle sue risorse e delle sue sfide.
Il primo progetto, “Il Mare e Taranto, un gioco di squadra”, promosso dal Comando Interregionale Marittimo Sud, punta a far scoprire agli studenti non solo l’ecosistema marino, ma anche il patrimonio invisibile che si nasconde sotto la superficie: le infrastrutture subacquee. L’ammiraglio Andrea Petroni le definisce “il sistema circolatorio e nervoso del nostro tempo”, perché trasportano energia, dati e connessioni fondamentali per la vita quotidiana. Un mondo complesso che richiede tecnologie avanzate e competenze sempre più specializzate.
Accanto alle visite didattiche, gli studenti realizzeranno prodotti multimediali dedicati al mare, un modo creativo per raccontare ciò che hanno imparato e sviluppare uno sguardo più consapevole sul rapporto tra Taranto e il Mediterraneo.
La seconda iniziativa è il concorso “Il Mare È”, organizzato con la collaborazione della Gazzetta del Mezzogiorno e dell’Ufficio Scolastico Provinciale. Il direttore Mimmo Mazza sottolinea l’importanza di coinvolgere i giovani in percorsi di crescita culturale, ricordando come il giornale – pur con una storia ultracentenaria – guardi con attenzione alle nuove generazioni e ai loro linguaggi digitali.
L’anno scorso la partecipazione ha superato le 2000 presenze, un dato che conferma l’interesse crescente verso la cultura del mare. Per Vito Alfonso, dirigente dell’Ufficio Scolastico, è fondamentale iniziare proprio dai più piccoli: è in quell’età che nasce il desiderio di conoscere e si costruiscono le scelte del futuro.
La Giornata del Mare diventa così un’occasione per educare, coinvolgere e ispirare. Perché Taranto, città che vive sul mare e grazie al mare, ha il dovere – e il privilegio – di trasmettere alle nuove generazioni il valore di questo patrimonio.
Servizio a cura di Federica Pompamea