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mercoledì 24 Giugno 2026
Kyma Ambiente: il sindaco Bitetti fa chiarezza

Il futuro di Kyma Ambiente torna al centro del dibattito pubblico. Il sindaco di Taranto Piero Bitetti ha affrontato uno dei temi più delicati per la città: la situazione dell’ex AMIU, oggi un’azienda appesantita da oltre 45 milioni di euro di debiti, una raccolta differenziata che non raggiunge ancora il 35% e un servizio che da anni mostra limiti strutturali.

Per la prima volta, durante un incontro in Prefettura, il sindaco ha aperto all’ipotesi di una privatizzazione, pur ribadendo che la sua volontà politica resta quella di mantenere l’azienda pubblica. “È la mia scommessa, ma non so se riuscirò a vincerla”, ha dichiarato davanti a prefetto e sindacati, segnando un cambio di tono rispetto al passato.

Bitetti ha spiegato che la priorità assoluta è garantire un servizio efficiente ai cittadini: una città pulita, un decoro urbano all’altezza e una gestione dei rifiuti che non costringa a nuovi aumenti della TARI. Per farlo, però, serve un’azienda solida, capace di reggere i costi e di migliorare le proprie performance.

Il sindaco ha ricordato che negli ultimi mesi è stata avviata una “operazione verità”, promessa in Consiglio comunale e ora finalmente in corso. Un esperto esterno sta analizzando la situazione economica, patrimoniale e gestionale dell’azienda per definire scenari realistici: continuità, ristrutturazione, interventi straordinari o altre soluzioni percorribili.

Bitetti ha difeso il lavoro dell’attuale CDA, sottolineando che la complessità della situazione non può essere risolta con un semplice cambio di figure tecniche. La questione, ha spiegato, è molto più profonda: anni di accumulo di debiti, scelte sbagliate, investimenti insufficienti e una macchina organizzativa che non ha mai trovato un equilibrio stabile.

Il nodo centrale resta sempre lo stesso: come salvare un’azienda strategica senza scaricare il peso sui cittadini e senza mettere a rischio i lavoratori.

La trasparenza, ha ribadito il sindaco, è il primo passo. Il secondo sarà scegliere una strada che garantisca continuità del servizio, sostenibilità economica e un futuro credibile per una città che non può permettersi di tornare indietro.

La partita è aperta. E riguarda tutti.