La fotografia scattata da Vincenzo Di Maggio, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, è impietosa: la professione forense sul territorio ionico sta vivendo un declino senza precedenti. «Alla mia prima presidenza avevamo 3.864 iscritti, oggi sono 2.006. Abbiamo perso oltre 1.200 avvocati. È un dato che spaventa», afferma Di Maggio, evidenziando una crisi strutturale che riguarda non solo Taranto, ma l’intero Paese.
Il bilancio arriva durante la presentazione di “Dire e Contraddire”, il torneo di dibattito nato nel 2017 e riconosciuto a livello nazionale, che ogni anno coinvolge studenti e studentesse delle scuole superiori tarantine. Un’iniziativa che, secondo Di Maggio, rappresenta un ponte tra i giovani e il mondo dell’avvocatura, ma anche un antidoto alla superficialità del confronto pubblico.
«Qui non vince chi urla di più, come nei talk show», spiega il presidente. «Qui vince chi sa argomentare, rispettare il turno, ascoltare l’avversario e costruire un ragionamento». Un ritorno alla parola come strumento di dialogo, non di scontro.
Il format prevede veri e propri dibattiti in cui i ragazzi devono sostenere e confutare una tesi, imparando a usare logica, retorica e capacità di sintesi. Negli anni, gli studenti tarantini hanno sempre raggiunto la fase finale del torneo, ospitata nella sede del Consiglio Nazionale Forense a Roma.
Quest’anno il tema scelto è una frase di Albert Einstein: “La pace non può essere mantenuta solo con la forza, ma può essere raggiunta solo con la comprensione.”
«I ragazzi dovranno argomentare e contro‑argomentare su questa idea. È un esercizio che li aiuta a conoscere il diritto, ma anche a capire il valore della complessità».
In un momento in cui l’avvocatura vive una crisi numerica e identitaria, il torneo diventa così un’occasione per guardare avanti: formare giovani capaci di pensare, discutere e comprendere. Competenze che, oggi più che mai, servono dentro e fuori le aule di tribunale.
Servizio a cura di Federica Pompamea