Un auditorium gremito e un’atmosfera sospesa: così Taranto ha accolto “L’Uomo Calamita”, lo spettacolo che unisce circo contemporaneo, narrazione storica e musica dal vivo, portando sul palco un racconto che vibra tra immaginazione e realtà.
La regia e l’interpretazione di Giacomo Costantini danno vita a un personaggio fuori dal comune: un supereroe fragile e potente allo stesso tempo, capace di sfidare la gravità e, simbolicamente, anche la brutalità della guerra. Accanto a lui, la voce di Wu Ming 2 guida il pubblico attraverso una storia che affonda le radici negli anni più bui del Novecento, mentre il batterista Fabrizio “Cirro” Baioni costruisce dal vivo una colonna sonora che amplifica tensioni, emozioni e silenzi.
Lo spettacolo immagina un circo clandestino durante la Seconda guerra mondiale, costretto alla fuga dopo i rastrellamenti del 1940. Tra carovane braccate, leggi razziali e resistenza, l’Uomo Calamita e una bambina di nome Lena diventano simboli di disobbedienza e libertà. Una storia inventata, ma nutrita da una ricerca storica accurata che richiama le vicende reali dei sinti e dei circensi perseguitati dal regime.
Il lavoro è il risultato di un lungo percorso creativo che ha coinvolto artisti, coreografi, scrittori e designer, trasformando parole e musica in gesto scenico. Il risultato è un’opera che sfida i generi: teatro civile, circo, romanzo storico e performance fisica convivono in un equilibrio sorprendente.
Al termine della rappresentazione, il ciclo “Parliamone” ha offerto al pubblico l’occasione di dialogare con gli artisti, approfondendo temi, scelte narrative e riferimenti storici.
“L’Uomo Calamita” non è solo uno spettacolo: è un atto poetico di resistenza, un invito a ricordare e a non smettere di sfidare ciò che sembra immutabile.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta