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venerdì 3 Luglio 2026
Sanità pugliese in rosso: 369 milioni di deficit

La sanità pugliese affronta una delle crisi più gravi della sua storia recente: un deficit da 369 milioni di euro che ha spinto i ministeri della Salute e dell’Economia a imporre alla Regione misure drastiche e immediate. Secondo quanto emerso dal tavolo di monitoraggio a Roma, gli allarmi lanciati negli ultimi due anni sarebbero rimasti inascoltati, aggravando una situazione già complessa.

Il nuovo piano operativo triennale richiesto alla Regione dovrà prevedere una razionalizzazione dei costi, intervenendo su spesa farmaceutica, società di servizi e, soprattutto, sulla rete ospedaliera. Ed è proprio questo il punto più critico: i tagli potrebbero tradursi nella chiusura di reparti o interi presidi, con conseguenze pesanti per i territori.

La provincia di Taranto è tra le aree più esposte. Negli ultimi anni ha già subito la chiusura degli ospedali di Massafra e Mottola, il ridimensionamento del San Marco di Grottaglie e la chiusura del pronto soccorso del Moscati. Ora a rischio ci sarebbe il Giannuzzi di Manduria, ospedale di base dotato di rianimazione, fondamentale per il versante orientale della provincia.

L’apertura del nuovo ospedale San Cataldo, che richiederà un organico superiore a quello del Santissima Annunziata, complica ulteriormente il quadro: con un deficit così elevato, nuove assunzioni appaiono improbabili. Il personale, quindi, potrebbe essere spostato da altri presidi, indebolendo ulteriormente strutture già fragili.

In questo scenario, nessun ospedale sembra davvero al sicuro. Eppure Taranto, città con un’incidenza elevata di patologie croniche e ambientali, avrebbe bisogno di un potenziamento dell’offerta sanitaria, non di un suo ridimensionamento.

La prospettiva, invece, è quella di ulteriori sacrifici per i cittadini, che rischiano di pagare il prezzo più alto di una gestione finanziaria che oggi presenta un conto pesantissimo.

Servizio a cura di Enzo Ferrari