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venerdì 24 Aprile 2026
Flacks si presenta come salvatore, ma i dubbi restano

Flacks o non Flacks, questo è il dilemma. A Taranto si rincorrono le voci su una possibile visita di Michael Flacks, il finanziere americano che ha manifestato l’intenzione di acquisire l’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia. Le indiscrezioni parlavano di un suo arrivo imminente, ma al momento non ci sono conferme ufficiali né da Palazzo di Città né dall’area industriale.

Il clima è quello del giallo. Flacks, in un’intervista al Corriere della Sera, aveva dichiarato che il 24 aprile avrebbe avuto “un incontro importante”, senza però specificarne la natura. Quel che è certo è che il finanziere si trova in Italia e continua a mostrarsi determinato a portare avanti l’operazione.

Nelle sue recenti dichiarazioni, rilasciate anche negli studi di Sky TG24, Flux ha ribadito la sua convinzione di poter risollevare lo stabilimento, arrivando a sostenere che senza il suo intervento l’azienda “continuerà a costare allo Stato 100 milioni al mese”. Una frase che ha inevitabilmente alimentato discussioni e reazioni.

Flux ha spiegato di studiare il dossier da mesi e di avere il sostegno di gruppi industriali come Marcegaglia, Danieli e Metinvest, pronti – secondo quanto afferma – a entrare in gioco una volta completata l’acquisizione. Ha definito l’ex Ilva “la migliore acciaieria d’Europa”, sottolineando come sia “totalmente sottoutilizzata” rispetto al potenziale produttivo di 6 milioni di tonnellate annue.

Il nodo centrale resta però quello economico. Flacks ha dichiarato apertamente di aver bisogno di un prestito ponte da 500 milioni di euro per avviare il suo piano industriale, assicurando che la somma verrebbe restituita.

Il finanziere ha anche affermato che, una volta proprietario, incontrerà i sindacati, che non richiederà scudi penali e che non teme le bonifiche ambientali. Ha concluso con una frase destinata a far discutere: “Non vi dimenticherete del nome Michael Flax”.

A Taranto, però, c’è chi mantiene prudenza. La memoria collettiva ricorda bene figure come Mark Campbell, anch’egli presentatosi come possibile salvatore dell’acciaieria. Per questo, tra attese, scetticismi e speranze, la città osserva con attenzione ogni mossa.

Servizio a cura di Enzo Ferrari