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venerdì 12 Giugno 2026
USB chiede registro tumori dell'Ex Ilva

La richiesta è arrivata chiara e diretta: istituire un registro tumori dedicato ai lavoratori dell’ex Ilva, per conoscere con precisione scientifica l’incidenza delle patologie oncologiche, il numero dei decessi e l’eventuale correlazione con l’esposizione alle sostanze presenti nello stabilimento.

A spiegarlo è Luciano Falvo, segretario aziendale USB, intervenuto ai nostri microfoni: «Negli ultimi tempi tanti colleghi sono venuti a mancare per patologie tumorali. Vogliamo capire la verità sulle polveri sottili e sulle sostanze cancerogene presenti all’interno dell’Ilva».

USB ha presentato la richiesta e, dopo soli tre giorni, è arrivata la prima convocazione. Ora si attende l’incontro con la Regione Puglia, necessario per avviare un percorso istituzionale e sanitario strutturato.

Falvo sottolinea un dato che pesa come un macigno: la media di esposizione dei lavoratori della sua generazione è già arrivata a 28 anni. «Quasi nessuno ha superato i 28 anni di stabilimento. Ci preoccupa capire cosa può succederci se dovessimo rimanere 43 anni lì dentro, se mai ci arriveremo».

La richiesta di USB non è solo un atto sindacale, ma una battaglia di civiltà: dare un nome, un numero e una spiegazione a ciò che per troppo tempo è stato vissuto solo come dolore individuale e collettivo.

Un registro tumori dedicato sarebbe uno strumento fondamentale per:

  • monitorare scientificamente l’incidenza delle malattie;

  • riconoscere eventuali correlazioni con l’esposizione lavorativa;

  • tutelare i lavoratori attuali e futuri;

  • fornire basi solide per politiche sanitarie e di prevenzione.

In una città che da decenni convive con il peso dell’acciaieria, la trasparenza sui dati sanitari non è solo necessaria: è un diritto.