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giovedì 2 Luglio 2026
Fiume Tara: ambientalisti contro Gravame

Il dissalatore sul fiume Tara provoca un vero scossone nel mondo ambientalista tarantino. La Rete Civica per la Difesa del Fiume ha chiesto ufficialmente le dimissioni dell’assessora all’Ambiente Fulvia Gravame, espressione dei Verdi, accusandola di non aver risposto alla diffida inviata nelle scorse settimane a Comune, ARPA e Carabinieri Forestali.

La diffida chiedeva di effettuare un sopralluogo tecnico, disporre campionamenti e analisi chimico-biologiche, accertare le cause del rallentamento del flusso e dell’abbassamento del livello idrico, verificare la presenza di sfalci vegetali e adottare misure di tutela del fiume. Secondo la Rete Civica, a queste richieste non è seguita alcuna risposta, soprattutto da parte del Comune, e questo silenzio istituzionale ha portato alla richiesta di dimissioni dell’assessora.

La rete sottolinea che i campionamenti richiesti non erano una scelta discrezionale, ma uno strumento essenziale per verificare lo stato del fiume. Se dalle analisi dovesse emergere un peggioramento della qualità delle acque rispetto alle condizioni esistenti al momento del rilascio della concessione all’Acquedotto Pugliese, l’AQP potrebbe perdere la concessione, con conseguenze amministrative rilevanti.

Per queste ragioni, la Rete Civica ritiene che chi aveva la responsabilità politica e amministrativa di intervenire – e non lo ha fatto – debba assumersi le conseguenze. Da qui la richiesta di dimissioni di Fulvia Gravame.

All’assessora viene inoltre chiesto di spiegare pubblicamente perché gli accertamenti non sono stati eseguiti e, se necessario, di chiarire chi all’interno del Comune avrebbe ostacolato un’azione che avrebbe potuto fare chiarezza sullo stato del fiume Tara.

Il caso apre un nuovo fronte di tensione tra ambientalisti e amministrazione comunale, mentre il fiume Tara resta al centro di una battaglia che riguarda tutela, trasparenza e responsabilità istituzionale.

Servizio a cura di