La bandiera azzurra con i tre cerchi, simbolo dei Giochi del Mediterraneo, non sventola più sullo stadio di Taranto. Ieri sera è stata ammainata e consegnata alla città di Pristina, in Kosovo, futura sede dei Giochi, sancendo ufficialmente la fine dell’edizione tarantina. Una cerimonia di chiusura che ha scelto un tono completamente diverso rispetto alla spettacolare apertura: meno teatro, più energia, più rock.
A inaugurare la serata è stata Rossella Brescia, conduttrice e ballerina tarantina, che ha offerto un intervento intenso e identitario. Ha paragonato la rinascita della città alla riscoperta dell’Atleta di Taranto, figura simbolica di radici storiche e orgoglio collettivo.
Archiviati i malumori per parcheggi e traffico, lo stadio si è trasformato in un’arena di festa. Il Commissario Straordinario Massimo Ferrarese è stato accolto da un’ovazione, protagonista di un discorso che ha celebrato il successo dell’evento e la forza del territorio.
Il cuore della serata è stato musicale:
I Rockin’1000, la più grande band sulla Terra, hanno regalato una scaletta esplosiva: dai Queen a Seven Nation Army, dai Muse agli Oasis, passando per il tributo a Battiato con Mille.
L’Orchestra Giovanile della Magna Grecia ha accompagnato Karima e due brani inediti del maestro Roberto Molinelli.
La voce limpida di Serena Autieri ha incantato lo stadio con una toccante interpretazione di “Meraviglioso” di Domenico Modugno.
I giovani musicisti hanno poi travolto il pubblico con “Viva la Vida” dei Coldplay.