FREQUENZA 96.5 MHZ DAB+

venerdì 9 Ottobre 2026
In piazza le ragioni di cinquecento lavoratori

La crisi del settore rifiuti a Taranto torna a esplodere con forza. La Daniele Ambiente SRL ha avviato il preavviso di licenziamento collettivo per 50 lavoratori dell’impianto Pasquinelli, addetti alla selezione dei rifiuti. Persone che da 15 anni vivono in un limbo fatto di appalti che cambiano, cooperative che si alternano, contratti multiservizi e nessuna stabilità.

I lavoratori raccontano una precarietà diventata routine:

  • sempre in subappalto,

  • sempre con cooperative diverse,

  • sempre con il rischio di finire in NASpI,

  • sempre senza tutele come buoni pasto o indennità.

Molti di loro pensavano che, dopo tanti anni, sarebbero stati assorbiti da Chima Ambiente come lavoratori diretti. Non è mai accaduto.

Durante il sit-in organizzato da FP CGIL, UILTuCS e altre sigle sindacali sotto Palazzo di Città, nessun rappresentante politico si è presentato:

  • né il sindaco,

  • né l’assessore alle partecipate.

Un’assenza che i sindacati definiscono “assordante”, soprattutto in un momento in cui un pezzo importante del mondo del lavoro tarantino chiede certezze.

Oltre ai 50 di Pasquinelli, ci sono anche i 450 lavoratori di Chima Ambiente:

  • 300 diretti,

  • 150 somministrati.

Tutti vivono la stessa incertezza, aggravata da una gestione frammentata e da appalti che cambiano senza una strategia chiara.

Mentre sotto Palazzo di Città si svolgeva il sit-in dei sindacati confederali, davanti all’impianto Pasquinelli era in corso anche il presidio dell’UGL, fino alle 16.

Due iniziative diverse, un’unica voce: basta precarietà, servono contratti stabili, servono risposte.

La vicenda Pasquinelli è lo specchio di una Taranto che vive una crisi profonda nel settore dei servizi pubblici. Una crisi che non riguarda solo i lavoratori, ma la qualità del servizio, la tenuta sociale e la credibilità delle istituzioni.

Il tempo degli appalti a rotazione è finito. Il tempo delle risposte è adesso.

Servizio a cura di Debora Notarnicola

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *