Nessuna deroga e nessuna introduzione di seme proveniente da altre aree. È questa la posizione emersa dal tavolo tecnico convocato dal Comune di Taranto per affrontare la grave crisi che sta interessando il comparto della mitilicoltura locale dopo la moria quasi totale del novellame autoctono registrata nel corso dell’estate 2026.
L’emergenza è stata provocata dalle temperature eccezionalmente elevate che hanno colpito il Mar Piccolo, mettendo in seria difficoltà le imprese del settore e riaprendo il dibattito sulle possibili soluzioni da adottare per garantire la continuità produttiva.
Al centro del confronto vi era l’ipotesi di autorizzare l’introduzione di seme proveniente da altri territori. Una scelta che avrebbe potuto fornire una risposta immediata ai produttori, ma che, secondo gli esperti intervenuti al tavolo, avrebbe esposto il delicato ecosistema del Mar Piccolo a rischi sanitari e ambientali, compresa la possibile introduzione di parassiti o patologie in grado di compromettere le coltivazioni.
Alla riunione, convocata dall’assessore alle Attività Produttive Francesco Cosa e presieduta dal sindaco Piero Bitetti, hanno partecipato rappresentanti degli enti scientifici e di controllo, tra cui ARPA Puglia, ASL, CNR, Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza, oltre a consiglieri comunali e amministratori.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è stato quello di trovare un equilibrio tra il sostegno alle imprese e la salvaguardia di un patrimonio ambientale e produttivo unico. La Cozza Nera Tarantina rappresenta infatti non solo un prodotto simbolo della città, ma anche un elemento strettamente legato alle caratteristiche biologiche e ambientali del Mar Piccolo.
La decisione finale è stata quella di privilegiare la tutela dell’ecosistema e della salute del bacino marino, evitando interventi che potrebbero generare conseguenze irreversibili nel medio e lungo periodo.
La scelta, tuttavia, lascia aperto il tema del sostegno economico alle aziende colpite dalla crisi. Per questo il Comune intende avviare una nuova interlocuzione con la Regione Puglia per individuare forme di ristoro immediato a favore dei mitilicoltori e promuovere programmi di ricerca e innovazione capaci di rendere il settore più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici.
Una sfida complessa che coinvolge ambiente, economia e tradizione, in un territorio dove la mitilicoltura rappresenta da sempre una delle eccellenze più autentiche della cultura e dell’identità tarantina.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta