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giovedì 11 Dicembre 2025

Giovanna Lato è la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo statale Vico – De Carolis e è turbata per gli effetti che potranno avere i tagli ai fondi per la pulizia delle aree e in particolare delle scuole al rione Tamburi di Taranto. Il servizio presente nell’Autorizzazione Ambientale Integrata concessa ad ex Ilva nel 2012, nella nuova non c’è: il Ministero dell’Ambiente non ha ritenuto opportuno rinnovare questa prescrizione.

«Mi chiedo – afferma la dirigente – come sia possibile. Perché la situazione qui non è cambiata, continuiamo ad avere le polveri che si depositano sui davanzali e all’interno della scuola e la produzione dell’acciaio non è stata fermata. Sarei ben contenta di riconoscere che qui le condizioni sono migliorate, che l’inquinamento non c’è più e non abbiamo più bisogno di questa pulizia straordinaria, ma così non è. Vorrei capire, quindi, sulla base di quali dati sia stata presa questa decisione dal Ministero, che ha condotto il Comune a revocare l’incarico».

L’amministrazione comunale, infatti, ha avviato l’iter per la revoca dell’affidamento alla società «Parente service» che si occupava della sanificazione delle aree esterne dall’accumulo di polveri rosse provenienti dallo stabilimento siderurgico: pulizia quotidiana e costante dei davanzali delle finestre, del cortile e dei giochi utilizzati dai bambini della scuola dell’infanzia e della primaria.

Un servizio pagato dal Comune che poi otteneva il ristoro delle somme dalla fabbrica, ma l’Autorizzazione integrata ambientale concessa a luglio scorso dal Governo Meloni non garantisce la copertura finanziaria. Una spesa annua di circa 800mila euro, come riportato dall’assessora all’ambiente del comune di Taranto proprio a Radio Cittadella, per la pulizia di cinque edifici scolastici, di cui due sono proprio a ridosso degli altoforni. Il plesso Deledda, in particolare, è sovrastato dai camini dell’acciaieria.

Per ascoltare l’intervista all’assessora Gravame clicca qui