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sabato 4 Aprile 2026
Il ritorno alla normalità dei Misteri: fede che non cambia

Dopo un 2025 straordinario — segnato dalla presenza della nave Vespucci, dall’anno giubilare e dal 350° anniversario della confraternita — il 2026 segna per la Processione dei Misteri un ritorno alla normalità. Un ritorno che, come spiega il Priore Papalia, non è un semplice cambio di percorso, ma un recupero della memoria.

«Torniamo sul tragitto che i confratelli conoscono da sempre, quello che ha segnato la loro nascita confraternale» racconta. «Ma a prescindere dalle strade, il sentimento non cambia. Rimane lo stesso, profondo e autentico».

La preparazione alla notte del Venerdì Santo non è solo organizzativa: è spirituale, personale, fatta di rinunce che diventano preghiera. «Rinunciare a un viaggio, a un acquisto, a un desiderio: sono gesti che non si vedono, non finiscono sui giornali, ma sono la verità della vita confraternale» spiega il Priore.

Mentre la città attende l’uscita dei simboli dal portone del Carmine, i confratelli vivono i momenti più intensi: la vestizione, la preghiera dedicata, l’attesa del messaggio spirituale del padre spirituale.

Alle 17, come da tradizione, sarà il troccolante ad aprire la processione. «È il nostro priore nella notte del Venerdì Santo» dice Papalia. «Detta i tempi, guida i passi, ci conduce verso la meta sicura: il ritorno nella nostra chiesa».

La processione diventa così un atto di fede e di evangelizzazione: «Portiamo Gesù alla gente. Portiamo un Vangelo non scritto, ma rappresentato in immagini. È questo il compito dei confratelli del Carmine».

Un messaggio che attraversa la città, le sue ferite, le sue speranze. Una tradizione che continua a parlare, a unire, a convertire.

Servizio a cura di Valentina Castellaneta