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martedì 26 Maggio 2026

Il quadro che emerge per il Taranto è abbastanza chiaro: il 3-1 dell’andata contro l’Apice rappresenta un vantaggio importante, ma non sufficiente per affrontare il ritorno con superficialità.

I punti chiave evidenziati sono tre:

Approccio mentale: il Taranto dovrà evitare l’atteggiamento visto nei primi 40 minuti della gara d’andata, quando l’Apice ha gestito meglio il pallone grazie soprattutto alla superiorità numerica in mezzo al campo.

Equilibrio tattico: il 4-3-3 resta il sistema di riferimento, ma con correttivi soprattutto a centrocampo. L’idea di inserire un giocatore più aggressivo come Zampa al posto di Incerti potrebbe dare maggiore intensità e copertura.

Solidità difensiva: le assenze obbligano a trovare nuove soluzioni, ma Rizzo ha dato segnali positivi da centrale e potrebbe garantire affidabilità anche dal primo minuto.

In attacco, invece, sembra difficile rinunciare al trio offensivo che ha deciso la sfida d’andata, soprattutto dopo il ritorno alla concretezza sotto porta.

Il messaggio più importante, però, è un altro: l’Apice ha dimostrato di essere una squadra viva, organizzata e convinta di poter ribaltare il discorso qualificazione. Quando però il Taranto ha alzato ritmo e qualità, ha mostrato una superiorità tecnica evidente, certificata dalle tre reti segnate. Proprio per questo la gara di ritorno sarà soprattutto una questione di concentrazione e gestione dei momenti della partita.

(Credits foto SS Taranto)