Taranto oggi ha osservato il lutto cittadino per Bakari Sako, il bracciante maliano di 35 anni brutalmente ucciso il 9 maggio in Piazza Fontana. Una decisione attesa, arrivata dopo settimane di dolore e richieste di attenzione da parte della comunità. L’amministrazione ha voluto dedicare questa giornata al cordoglio e al ricordo, con l’intento di trasformare un luogo segnato dalla violenza in un simbolo di memoria e inclusione.
La proclamazione del lutto nasce anche dalla consapevolezza che episodi come questo affondano le radici in una povertà sociale ed educativa che attraversa la città. Ma a guardare le strade del Borgo, l’abbraccio collettivo appare a tinte contrastanti: poche saracinesche abbassate, molti commercianti sorpresi, diversi cittadini ignari del minuto di silenzio previsto alle 12.00.
«Sapete che oggi è lutto cittadino?» «No… per cosa?» «Per Bakari Sako.» «Ah sì, ma non sapevo fosse oggi.»
Dialoghi come questo si sono ripetuti in più punti della città, segno di una comunicazione istituzionale che non è riuscita a raggiungere pienamente la quotidianità frenetica di chi lavora.
Dove invece il messaggio è arrivato forte e chiaro è stata la scuola. Gli studenti hanno osservato il minuto di silenzio con una solennità che contrasta con la distrazione delle strade. Una lezione di empatia che trasforma il dolore in una riflessione necessaria sul senso di civiltà e sulla responsabilità collettiva.
Nel frattempo, il Comune ha avviato l’iter per l’installazione di una targa commemorativa in Piazza Fontana, luogo simbolo della tragedia. Un gesto che vuole mantenere viva la memoria e promuovere una cultura dell’accoglienza, affinché ciò che è accaduto non venga dimenticato.
Oggi Taranto resta ferma a guardare. Nel silenzio – spesso troppo solitario – prova a ritrovare la propria coscienza, interrogandosi su ciò che è e su ciò che vuole diventare.
Servizio a cura di Valentina Castellaneta