FREQUENZA 96.5 MHZ DAB+

domenica 28 Giugno 2026
San Pio: situazione critica

La situazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Pio di Castellaneta è diventata insostenibile. Con una media di 100 accessi al giorno e un bacino d’utenza che supera i 200.000 potenziali pazienti tra Puglia e Basilicata, il presidio si prepara a un’estate che rischia di trasformarsi in un’emergenza continua. A questo carico ordinario si aggiungerà, nel mese di agosto, l’afflusso straordinario legato ai Giochi del Mediterraneo, che interesseranno Taranto e provincia.

Il San Pio è un ospedale di frontiera: serve l’intero arco ionico occidentale, le località turistiche di Castellaneta Marina e Marina di Ginosa e un vasto hinterland che sconfina nella Basilicata. Eppure, il reparto di Pronto Soccorso può contare su un organico ridottissimo: un primario, quattro medici (di cui uno esonerato dai turni notturni) e il supporto di una ventina di specialisti provenienti da altri reparti. Un aiuto importante, ma non sufficiente a garantire la copertura dei turni minimi, soprattutto in piena estate.

La situazione è aggravata dalla necessità di garantire le ferie al personale, creando una criticità organizzativa che rischia di paralizzare l’intera area operativa proprio nel momento di massimo afflusso. A denunciare la gravità del quadro sono la CIA, il Patronato INAC e l’Associazione Nazionale Pensionati dell’Area Due Mari Taranto-Brindisi, che chiedono un intervento urgente da parte della Direzione Sanitaria dell’ospedale, della Direzione Generale dell’ASL Taranto e un’interlocuzione diretta con l’assessore regionale alla Salute, Donato Pentassulli.

«Non è accettabile che un ospedale di frontiera debba vivere ogni estate lo stesso calvario» afferma Vito Rubino, direttore CIA Due Mari. «Pur riconoscendo la carenza nazionale di medici e le difficoltà del settore, non possiamo più tollerare lo stato di precarietà del nosocomio di Castellaneta, del suo Pronto Soccorso e di altri reparti, come Medicina.»

Le associazioni chiedono che la questione venga affrontata con la massima priorità nelle sedi decisionali, prima che l’estate trasformi una criticità cronica in una vera emergenza sanitaria.

Servizio a cura di Debora Notarnicola