Taranto continua a perdere terreno nella classifica nazionale della sostenibilità ambientale. È quanto emerge dal rapporto Ecosistema Urbano 2026, realizzato da Legambiente e Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore, che colloca il capoluogo ionico al 94° posto su 106 città capoluogo, con un arretramento di dodici posizioni rispetto all’anno precedente.
Particolarmente negativo il dato relativo alla raccolta differenziata. Sebbene la percentuale sia passata dal 23,1% al 30,3%, registrando un miglioramento rispetto al 2025, Taranto resta comunque nella parte più bassa della graduatoria nazionale, precedendo solamente Palermo e Foggia.
Tra gli indicatori che penalizzano la città figura anche la limitata estensione delle Zone a Traffico Limitato, ferme a 5,4 metri quadrati ogni 100 abitanti, un valore molto distante dalla media nazionale, che si attesta intorno a 368,3 metri quadrati.
Non va meglio sul fronte delle energie rinnovabili. La potenza installata sugli edifici pubblici raggiunge appena 0,54 kilowatt ogni mille abitanti, contro una media nazionale di 7,25 chilowatt. Un dato che evidenzia il ritardo accumulato rispetto ad altre realtà italiane, con 23 città che hanno già superato la soglia dei 10 chilowatt ogni mille abitanti.
L’indice complessivo di sostenibilità per Taranto si ferma al 40,78%, in calo di 5,3 punti percentuali rispetto all’edizione 2025 del rapporto. Il valore risulta inoltre inferiore di quasi 15 punti rispetto alla media nazionale, fissata al 55,72%.
La valutazione prende in considerazione sei macroaree fondamentali: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. L’analisi restituisce il quadro di una città che continua a registrare performance insufficienti in diversi settori strategici per la qualità della vita e la sostenibilità ambientale.
Negli ultimi quattro anni il trend è stato costantemente negativo, con una perdita complessiva di ben 35 posizioni in classifica. Un risultato che rilancia il tema degli interventi necessari per migliorare la gestione dei rifiuti, ampliare il verde urbano, potenziare il trasporto pubblico, sviluppare la mobilità dolce, incrementare l’utilizzo delle fonti rinnovabili, ridurre il consumo di suolo e migliorare l’efficienza delle reti idriche.
Numeri che rappresentano una sfida importante per il futuro di Taranto e che pongono con sempre maggiore urgenza la necessità di politiche ambientali capaci di trasformare criticità storiche in opportunità di sviluppo sostenibile.
Servizio a cura di Debora Notarnicola