Un solo bancomat, quattro sportelli e un unico ufficio postale per servire l’intera Città vecchia. Sono 2200 i residenti dell’isola che, da quando Poste Italiane ha chiuso l’ufficio di Piazza Fontana, si sono riversati nello sportello di Arco Paisiello, un piccolo ufficio con pochi dipendenti e neanche un cartello per indicarne la presenza.
La società spiegato di aver avviato la ricerca di nuovi locali nei quali ricollocare l’ufficio e sono allo studio possibili soluzioni che rispondano agli standard di sicurezza e di comfort per gli utenti.
A denunciare la situazione è stata Uil Poste di Taranto che, tramite il segretario regionale Giuseppe Manfuso, ha raccontato di avere scritto, segnalato, denunciato le difficolta. «ha detto Manfuso – da parte di Poste Italiane non è arrivata nemmeno una risposta formale.
Poi ci sono le problematiche che riguardano i lavoratori. Oltre al carico di lavoro, non riuscendo a soddisfare ogni giorno quello che la clientela richiede si ritrovano molto spesso ad essere vessarti e a dover litigare, nonostante città vecchia sia composta da tante persone per bene». Ieri la fila non era solo per la pensione, ma anche per la tredicesima: il denaro, però, non basta per tutti.
Il timore dei residenti è che Poste Italiane voglia chiudere anche questo ufficio. In città vecchia, infatti non ci sono più banche e altro tipo di servizi. «Questo – ha detto Giovanni Guarino, residente e operatore culturale – forse è l’ultimo presidio sociale rimasto in questo quartiere dove, tolta la scuola, non c’è più niente, solo ristoranti e pizzerie.
Per questo è importante che la politica e le istituzioni, che parlano di rigenerazione del quartiere, prendano posizione e chiedano a Poste Italiane di sistemare questo problema».