L’uso problematico della tecnologia tra bambini e adolescenti è un fenomeno in costante crescita, e i dati dell’ASL Taranto lo confermano. Nel corso di un recente convegno dedicato alle dipendenze comportamentali, la dott.ssa Cinzia Ariano del Dipartimento Dipendenze Patologiche ha illustrato un quadro che merita attenzione: gli utenti presi in carico dall’ambulatorio sono passati da 200 nel 2024 a 237 nel 2025, con un incremento del 18%.
Un dato che non riguarda solo i più piccoli, ma che vede un aumento significativo soprattutto nella fascia 11–24 anni, con un abbassamento progressivo dell’età di accesso ai device. Secondo la dott.ssa Ariano, il fenomeno è in linea con quanto accade nel resto d’Italia, ma a Taranto si registra una maggiore consapevolezza e un crescente ricorso ai servizi territoriali.
Tra i fattori che contribuiscono alla dipendenza digitale c’è l’esposizione precoce ai dispositivi: bambini di uno o due anni che, se privati del cellulare, manifestano irritabilità, pianto inconsolabile o comportamenti aggressivi. Segnali che indicano un legame disfunzionale con lo schermo.
Per genitori, educatori e adulti di riferimento, i campanelli d’allarme da osservare sono diversi:
uso del cellulare come unica fonte di intrattenimento
difficoltà a interrompere l’attività digitale
perdita di interesse per attività offline
isolamento sociale
irritabilità o ansia quando il device viene tolto
La dott.ssa Ariano ricorda che prima dei 12 anni l’accesso alle app e alle funzioni dello smartphone dovrebbe essere sempre mediato da un adulto, e che la prevenzione passa soprattutto dall’educazione all’uso consapevole.
Il tema, affrontato anche dal dott. Giuseppe Lavenia durante il convegno, richiama l’urgenza di un dialogo costante tra famiglie, scuole e servizi sanitari. Perché crescere nell’era digitale è inevitabile, ma farlo in modo sano è una responsabilità condivisa.