Un’altra aggressione ai danni del trasporto pubblico locale. Il 10 marzo, un autobus è stato nuovamente preso di mira da una sassaiola, riportando danni significativi e generando momenti di forte paura tra i passeggeri e il personale a bordo.
A denunciare la gravità dell’accaduto è Francesco Zotti, rappresentante della Filt CGIL, che parla di una criticità ormai strutturale: «È una situazione che viviamo da anni. Le conseguenze potevano essere molto più gravi». L’immagine più eloquente è quella del sasso rimasto incastrato nel parabrezza, testimonianza di un impatto violento che avrebbe potuto causare una tragedia.
Secondo la ricostruzione, l’autobus è stato colpito da più direzioni, tanto da rischiare di finire fuori strada. L’autista, comprensibilmente scosso, ha temuto il peggio. «Si poteva pensare a una strage», sottolinea Zotti.
Di fronte a episodi così gravi, la sospensione del servizio in alcune aree non rappresenta una rinuncia, ma una misura necessaria: «Non è una resa, ma un atto di responsabilità e tutela verso i lavoratori e verso chi ogni giorno utilizza il trasporto pubblico».
La Filt CGIL chiede interventi immediati e concreti per garantire sicurezza e protezione a chi opera e viaggia sugli autobus, affinché il trasporto pubblico non diventi un luogo di rischio ma un servizio sicuro per tutta la comunità.