Nel Giovedì Santo tarantino, tra riti secolari e strade colme di attesa, si è aperto uno spazio dedicato alla contemplazione e alla memoria visiva. In Corso Umberto, nel cuore del borgo, lo spazio culturale 21 metri quadri ha ospitato la mostra fotografica “Invisibili Concezioni” di Rosa Colacoci, un progetto già esposto a Milano e ora accolto nella sua città.
La mostra è interamente dedicata alla confraternita della Dolorata, una delle realtà più identitarie della Settimana Santa tarantina. Colacoci ha raccolto immagini nate nell’intimità della confraternita, lavorandole concettualmente per restituire un racconto personale, profondo, quasi sussurrato.
«Ogni oggetto racconta una storia» spiega l’autrice. «Ho interpretato quei dettagli a modo mio, rendendo visibile ciò che spesso resta nascosto. Il bianco e nero, in questo caso, rende ancora più eterno un racconto che nasce dal 1670». Le sue fotografie non documentano soltanto: rivelano. Trasformano simboli, stoffe, mani, strumenti e rituali in frammenti di un patrimonio emotivo che appartiene alla città.
Lo spazio 21 metri quadri, fondato da Roberta Genoviva, si conferma un ambiente ideale per accogliere eventi culturali di qualità. «Ospiteremo concerti, mostre fotografiche, cineforum. Vogliamo creare un nuovo spazio di condivisione a Taranto» racconta la fondatrice.
“Invisibili Concezioni” diventa così non solo un omaggio alla tradizione, ma anche un segnale forte: Taranto continua a generare cultura, a raccontarsi, a custodire e rinnovare la propria identità attraverso linguaggi contemporanei.
Servizio a cura di Enzo Ferrari