Come la strega cattiva delle fiabe che aiuta chi ha già e lascia indietro chi ha meno. È l’immagine scelta da molte mamme di Taranto per descrivere il nuovo bando dei centri estivi 2026, firmato dall’assessora ai Servizi Sociali Sabrina Lincesso, che in meno di 24 ore ha scatenato una protesta senza precedenti.
Il motivo è semplice: il meccanismo è stato completamente ribaltato. Fino allo scorso anno il Comune pagava direttamente le cooperative, garantendo l’accesso gratuito ai bambini provenienti da famiglie con redditi bassi. Oggi, invece, tutto cambia. Le famiglie devono anticipare di tasca propria l’intero costo del centro estivo, spesso centinaia di euro, per poi sperare in un rimborso solo dopo il 15 settembre. Nel frattempo, la soglia ISEE è stata alzata a 25 mila euro, una scelta che secondo i contestatori rischia di penalizzare proprio chi non ha liquidità immediata.
Il risultato, denunciano le mamme, è un cortocircuito sociale: chi è in difficoltà economica non potrà permettersi di pagare subito e rinuncerà, mentre i fondi pubblici finiranno alle famiglie più abbienti, che possono anticipare le spese senza problemi.
La protesta ha compattato le opposizioni. Il Movimento 5 Stelle parla di un’amministrazione che “non ne azzecca una”, trasformando il welfare in un percorso a ostacoli. Il rappresentante pentastellato Alessio Laneve sottolinea come, in una città segnata da precarietà e disoccupazione, costringere i genitori a indebitarsi per garantire un diritto ai figli sia “inaccettabile”. La richiesta è chiara: contributi diretti o voucher immediati.
Anche il centrodestra scende in campo. Il consigliere di Forza Italia Rosario Ungaro definisce il bando “un totale fallimento delle politiche sociali” e solleva un ulteriore elemento di incertezza: i fondi comunali dipendono dai tempi dei decreti ministeriali, esponendo le famiglie al rischio di anticipare somme senza sapere quando verranno rimborsate. “I servizi per i minori non sono un lusso per pochi, ma un diritto di tutti”, attacca Ungaro, chiedendo il ritiro immediato del provvedimento e il ritorno alle convenzioni dirette.
L’amministrazione Bitetti si trova ora stretta in una morsa. Domani le mamme annunciano un sit‑in sotto gli uffici di Biancona, mentre un gruppo di genitori ha già incaricato un avvocato amministrativista per presentare un ricorso al TAR con richiesta di sospensiva urgente. L’obiettivo è evitare che l’estate dei bambini più fragili di Taranto finisca ancora prima di cominciare.
Una vicenda che apre una ferita profonda nel rapporto tra istituzioni e famiglie, e che mette al centro una domanda semplice ma decisiva: chi deve davvero essere tutelato da un bando per i centri estivi?
Servizio a cura di Valentina Castellaneta